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Drag queen in Italia: il backstage di Cantoni

CantoniSuggestioniDrag queen in Italia: il backstage di Cantoni

Il 2021 ha visto un rinnovato interesse in Italia per gli spettacoli delle drag queen e la cultura drag in generale. È infatti del 2021 il primo saggio in italiano sull’argomento, “Drag. Storia di una sottocultura” di Eleonora Santamaria. Ed è nel 2021 che arriva nel nostro Paese il Drag Race Italia, il talent show basato sul format americano RuPaul’s Drag Race, ideato e condotto da una delle più famose e seguite drag queen del mondo, RuPaul.

Dobbiamo andare indietro alla fine degli anni ’70 per trovare il debutto sulla tv italiana delle prime drag queen locali ante litteram, con le Sorelle Bandiera. Il trio composto originariamente da un attore italiano, uno messicano e uno australiano, fu scoperto da Renzo Arbore in un locale gay del Testaccio, l’Alibi, e portato sul piccolo schermo nella trasmissione L’altra domenica.

Se Priscilla, la conduttrice di Drag Race Italia, oggi è tra le drag queen italiane più famose ed è un personaggio popolare, la ricca storia culturale del drag è soprattutto fuori dai confini nazionali.

Il termine drag risulta accreditato nello slang teatrale inglese Polari nel XIX secolo, per indicare gli abiti femminili indossati da uomini. E l’origine del termine con ogni probabilità si può far risalire al teatro shakespeariano, dove i ruoli femminili erano interpretati da uomini, che indossavano e “strascicavano” (to drag) sul palco lunghe vesti femminili. Elemento comune in realtà in tutte le forme di teatro prima dell’era moderna, in quanto le donne non erano ammesse alla recitazione (dall’antica Grecia al teatro Kabuki giapponese del XVII secolo).

Gemma JOnes e specchio trucco portatile per attori e performer MDE 504

Le prime drag queen: un po’ di storia

Ma per le prime drag queen con l’accezione che gli diamo oggi, dobbiamo attendere il ‘700 in Inghilterra, con John Cooper, noto come la principessa Seraphina. Come dice Rictor Norton (scrittore e storico di letteratura queer della prima età moderna e ottocentesca) “è stata la prima drag queen riconoscibile nella storia inglese, cioè il primo uomo gay per il quale essere drag era parte integrante della sua identità; tutti la chiamavano principessa Seraphina anche quando non indossava abiti da donna”.

E addirittura la fine dell’800 negli Stati Uniti. William Dorsey Swann oltre che la prima drag queen a autodefinirsi tale, è stato il primo afro-americano ad aver intrapreso un’azione legale in difesa dei diritti LGBTQ. Di lui abbiamo notizia attraverso il Washington Post dell’epoca, a causa degli innumerevoli arresti per le serate danzanti organizzate in quelle che venne chiamata la House of Swann.

A inizio ‘900 il Vaudeville (che combinava commedia, burlesque, musica e danza), offrì nuove opportunità di visibilità al mondo drag. Julian Eltinge, attore americano che si esibì in vesti femminili anche a Londra davanti a re Edoardo VII, divenne all’epoca l’attore più pagato al mondo (più di Charlie Chaplin!).

Di lì a poco però la Grande Depressione del ’29 e il proibizionismo segnarono l’inizio di un nuovo periodo oscurantista, fino a vietare il travestimento. Dobbiamo arrivare alla fine degli anni ‘60 per rivedere in America drag queen come Marsha P. Johnson, far sentire forte la loro voce contro le incursioni della polizia nei club di New York, i moti di Stonewall del 1969 e la nascita del Gay Liberation Front.

Gemma Jones e specchio MH01 con retroilluminazione RGB

L’influenza del drag nel mondo del make-up

Alcune delle tecniche universalmente utilizzate oggi nel mondo del make-up devono la loro origine proprio alle drag queen, il cui elemento distintivo è sicuramente il trucco marcato, ricco di colori intensi.

Il baking e il contouring, riportati alla ribalta da Mario Dedivanovic, il truccatore di Kim Kardashian, sono nati per rendere i volti delle drag queen più femminili e per durare a lungo. Sono infatti tra le tecniche più utilizzate quando è necessario che il make-up duri a lungo e resista anche a delle performance di ballo sotto i riflettori.

Il baking consiste in una stratificazione di prodotti per rendere il viso opaco e levigato. Su correttore e fondotinta viene applicata un’abbondante dose di cipria translucida su alcune zone del viso (sotto gli occhi e sui punti più alti del viso, inclusa la zona “T”) e lasciata in posa il tempo necessario affinché il calore della pelle possa “cuocere” la parte oleosa dei prodotti sottostanti.

Gemma Jones e Minerva Lowenthal in camerino con specchio retroilluminato Unica by Cantoni

Drag queen famose make up artist

Niente di strano quindi che oggi alcune famose drag queen siano anche makeup artist apprezzati e beauty influencer con milioni di follower.

Miss Fame ad esempio, che ha avuto una grande popolarità grazie al RuPaul’s Drag Race (è stata concorrente nella settima stagione), lavora, tra le altre, anche come truccatrice di molte celebrità, allieva di una leggenda del trucco come Pat McGrath.

Ma anche Jeffree Star (cantante e artista poliedrica, già truccatrice di Paris Hilton), Alyssa Edwards  (presente in più edizioni dello show di RuPaul e protagonista del web serie Alyssa’s Secret) e James Charles, che nel suo canale Youtube (da oltre 23 milioni di iscritti) pubblica i suoi originali tutorial di make up.

Drag queen con valigia trucco con luci Cantoni

Attrezzature make up Cantoni per le drag queen italiane

CANTONI  da sempre presente nei backstage di artisti e performer ha collaborato con alcune drag queen italiane come Minerva Lowenthal e Gemma Jones.

Nelle immagini alcune delle attrezzature professionali Cantoni più apprezzate nel mondo drag, come lo specchio trucco portatile MDE 504, gli specchi da camerino e le valigie trucco, tutti dotati delle speciali luci I-light sviluppate per il make up professionale e alleate preziose per il trucco di ogni drag queen.

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