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Storia dello specchio: dagli specchi antichi alle lastre cristalline moderne

CantoniSuggestioniStoria dello specchio: dagli specchi antichi alle lastre cristalline moderne

Ci siamo ormai abituati ad avere specchi in ogni angolo della nostra casa e ad osservare il nostro riflesso ogni qual volta ne abbiamo l’occasione: nello specchietto retrovisore dell’auto, nelle vetrine dei negozi, per controllare se il nostro aspetto è a posto o addirittura per scattarci un selfie e condividere sui social il nostro outfit del giorno. Ma com’è fatto uno specchio? Quando è stato scoperto? Come sono cambiate le tecniche di realizzazione?

Lo specchio di Narciso tra mito e realtà distorta

Il concetto di specchio, anche se tecnicamente diverso da quello che utilizziamo oggi, è nato insieme all’uomo ma, all’alba dei tempi, riuscire a vedere il proprio riflesso attraverso uno specchio d’acqua, un lago o un fiume, era interpretato come segno divino o come un qualcosa di “magico”, non altrimenti spiegabile in modi più scientifici!

E l’immagine dell’uomo che si specchia nell’acqua ricorre già dai miti greci, primo tra tutti quello di Narciso, il cacciatore celebre per la sua bellezza che fu punito per aver rifiutato tutti coloro che si erano innamorati di lui e che, una volta scoperto il suo volto celestiale specchiandosi attraverso l’acqua, finì per innamorarsi di se stesso e morire per punizione divina.

Se per molti anni i miti correlati a Narciso hanno fatto da monito a generazioni, come a voler tutelare i giovani nel non peccare di troppa vanità, oggi siamo soliti vivere circondati di narcisi e non è più nemmeno un aggettivo così negativo, è bensì diventata una semplice accezione che caratterizza le personalità più vanitose e con l’ego più elevato.

L’invenzione dello specchio: quando è stato scoperto il primo?

I primi esempi di specchi intesi come oggetti creati proprio per l’esigenza dell’essere umano di vedere la propria immagine, sembrano essere rinvenuti in Turchia intorno al 3.000 a.C. e già da allora si trattava di elementi parte di rituali sacri, costosi e di dimensioni ridotte. Sono diverse le leggende che attribuiscono i natali dello specchio a personaggi di varia provenienza, ma possiamo solo immaginare quanto l’uomo possa aver nutrito curiosità nel voler conoscere il proprio aspetto in un’era geologica in cui non era affatto naturale saperlo. Non a caso ci sono fonti che riconducono a prototipi di specchi fatti di pietra levigata che fanno riferimento persino al 6000 a.C.
Gli specchi in questione presentavano spesso un manico o erano racchiusi in piccole scatole per preservarne l’integrità.

Specchi egizi e ritrovamenti storici

Il mercato vero e proprio dello specchio pare aver visto i suoi albori in Egitto, in concomitanza con le scoperte di alcuni metalli, realizzati con dei piccoli dischi di bronzo tirati a lucido con maniglie di legno o metallo come sostegno, o con dei piccoli occhielli per poterli appendere. Grazie alle raffigurazioni che l’archeologia ci ha regalato abbiamo le prove di quanto le donne facessero uso di questo accessorio esattamente come facciamo noi oggi, solo che a quei tempi questi oggetti di lusso venivano adornati di immagini di dei e divinità, come se lo specchio potesse dar loro un potere che li avvicinava un po’ di più al sovrannaturale!

Tecniche utilizzate nei secoli per realizzare gli specchi

Se greci, etruschi ed egizi erano riusciti a creare questi speciali oggetti riflettenti con l’ausilio dei metalli e delle leghe lucidate e decorate, furono i romani a introdurre il vetro incolore nella produzione, unendolo a fogli di piombo o stagno. Ciò nonostante pare che una statua egiziana già possedesse uno specchio di questo tipo…

La realizzazione dello specchio: dal Medioevo agli specchi veneziani antichi

Dalla nascita fino al Rinascimento lo specchio è rimasto un oggetto di piccole dimensioni, spesso tascabile, che ognuno poteva portare con sé, esattamente come facciamo noi oggi, ma le custodie erano spesso fatte di legno, avorio o metalli preziosi.
I pionieri degli specchi più vicini alle attuali lavorazioni furono però i veneziani, più precisamente gli artigiani di Murano con i loro specchi creati a partire dal 1369.

Fu poi verso la metà del 1500 che Vincenzo Redor brevettò una tecnica che consisteva nella spianatura e lucidatura delle lastre di cristallo pregiate sulle quali venivano pressate lastre di stagno con un bagno di mercurio, realizzando così degli specchi dalla superficie perfettamente piatta che lo rendevano un oggetto ancor più di lusso. Divenne poi una tradizione prettamente veneziana quella di contornare le lastre di cornici sagomate e intagliate iper ricercate, dettaglio che rese Venezia il principale esportatore di vetro in Europa.

Custodi di un’arte unica, i vetrai veneziani erano spesso perseguitati dai monarchi europei che volevano a tutti i costi appropriarsi delle loro tecniche così prestigiose e ci riuscirono nel XVII secolo, quando il ministro di Luigi XIV arrivò a corrompere con l’oro alcuni dei maestri di Murano che diedero un importante contributo alla creazione della celebre Galleria degli Specchi di Versailles!

Ed è grazie alla diffusione dello specchio che nacquero anche gli autoritratti nell’arte!

Com’è fatto lo specchio moderno?

A metà dell’800 a Firenze nasce un nuovo processo di lavorazione che rese lo specchio più economico e accessibile a tutte le estrazioni sociali: una soluzione di nitrato di argento, ammoniaca e acido tartarico serviva a fissare al vetro le varie particelle di argento, ricoperte poi dalla gommalacca.

Oggi sulle lastre di vetro viene depositato uno strato di argento o alluminio fissato per elettrolisi e il lato opposto della lastra è ricoperto da una vernice protettiva, procedimento che ci permette di avere specchi chiari e limpidi senza ombre o macchie.

E anche lo stile è nettamente cambiato, anche se, oltre ai più moderni specchi dal design minimal, continuano ad avere grande mercato gli specchi con cornici che rievocano i gusti più disparati. Il vero valore aggiunto è l’illuminazione integrata che consente ai narcisi del 2020 di riuscire a mascherare con il trucco anche il più impercettibile difetto!

Immagine di copertina: Wikipedia – The Mirror of Venus Edward Burne-Jones

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